La resistenza agli antibiotici sta raggiungendo «livelli senza precedenti» e nuovi antibiotici non sono ancora stati realizzati per far fronte ai batteri resistenti. Si è arrivati «ad un punto critico» e c´è il rischio di tornare indietro nel tempo, «in un´epoca pre-antibiotica, dove anche le infezioni più semplici non rispondono ai trattamenti».

È l´allarme lanciato da Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell´Oms per l´Europa, alla vigilia della Giornata Mondiale della Salute 2011 che si celebra domani e ha come slogan “Nessuna azione oggi, nessuna cura domani”.

L´Oms lancia un appello alle industrie farmaceutiche, ai politici, ai medici e a tutte le parti in causa per promuovere un uso corretto degli antibiotici per la cura delle malattie. Da un´indagine informale dell´Oms su 21 Paesi europei, è emerso che in 14 di questi, l´acquisto di antibiotici al banco è pratica comune. Solo 7 dei 21 Stati hanno un piano d´azione nazionale sulla resistenza agli antibiotici e hanno un istituito un comitato di coordinamento nazionale. Inoltre, meno della metà ha delle linee guida nazionali per l´igiene in ambito sanitario e solo un terzo dispone di un sistema nazionale di sorveglianza e di un database nazionale.

C´è ancora molto da fare ma a preoccupare di più gli esperti è la diffusione della tubercolosi multiresistente e il batterio New Delhi metallo-beta-lattamasi (NDM-1), che pare resistere anche agli antibiotici di ultima generazione. Oggi l´Oms Europa lancerà una nuova strategia e, in occasione della riunione annuale di settembre 2011, presenterà un piano d´azione strategico sul contenimento della resistenza agli antibiotici a tutti ministri della sanità della Comunità Europea.


Autore: Gino Pitaro
Fonte: Il Messaggero