EuropaDallo studio dell’Institute for Pharmaeconomic research di Vienna commissionato dall’European Healthcare Distribution Association (GIRP) sul tema “Distribution profile and efficiency of the European pharmaceutical full-line wholesaling sector” emerge che soprattutto in alcuni Paesi il settore ha visto diversi cambiamenti, tra i quali l’aumento delle vendite dirette da parte della produzione o lo sviluppo di nuovi modelli di distribuzione del farmaco. Ciò nonostante i grossisti full-line continuano a ricoprano una posizione centrale nella filiera: essi distribuiscono i tre quarti delle medicine vendute in Europa e di queste circa il 93,3% passa dal canale farmacia, seguito dalle farmacie ospedaliere con il 5,5%.

Limitando l’analisi alle 6 nazioni oggetto di ulteriore approfondimento da parte del Rapporto (Germania, Spagna, Francia, Italia, Belgio, Regno Unito), si parla di 115 grossisti full-line, 637 siti, 105.353 punti di dispensazione e 336 milioni di cittadini interessati, con un giro d’affari di 92 miliardi. La ricerca rileva che l’indice del margine della distribuzione è costantemente diminuito, passando da 100 del 2001, al valore attuale di 71. Si rileva poi un rallentamento nella crescita del settore legato in particolare all’importanza crescente di canali alternativi di distribuzione, alle vendite dirette e al fatto che prodotti di alto valore innovativo ed economico sempre più sono andati verso altri modelli distributivi.

Per quanto riguarda il gradimento della filiera rispetto al servizio dei distributori, dal sondaggio dell’anno scorso che ha coinvolto i farmacisti è emerso che per il 90% il livello di servizio è considerato molto alto grazie ad alta frequenza di consegna, garanzia di una disponibilità dei prodotti, le funzioni di trasporto, stoccaggio, sicurezza e anche supporto finanziario.