AssofarmDalla tavola rotonda tenutasi l’8 aprile durante il convegno, organizzato da Assofarm Emilia Romagna con il contributo incondizionato di Teva, dal titolo “Ripensare i canali distributivi dei farmaci SSN: meno distribuzione diretta, più distribuzione per conto e più farmaci in convenzionata” è emersa la necessità di ripensare le modalità di distribuzione dei farmaci Ssn per superare le disuguaglianze esistenti e le difficoltà di accesso alle cure e di concentrare gli sforzi sulla medication review, che rappresenta una forma sostenibile del servizio sanitario di domani.

Secondo il coordinatore regionale Assofarm Emilia Romagna Ernesto Toschi, esaminando tutti i 21 accordi regionali sulla DPC e confrontando i dati, è emersa una realtà fatta di profonde differenze di trattamenti per i cittadini.

La posizione di Salvatore Butti, Director Bu generics, Otc & Portfolio di Teva Italia è che il modello da perseguire deve essere la presa in carico del paziente, che, insieme all’aderenza alla terapia, viene meno in modelli in cui le terapie sono distribuite in maniera diretta da Asl o ospedali, talvolta anche per sei mesi/un anno; Se poi «medici di famiglia e farmacisti del territorio non conoscono, in maniera approfondita, i farmaci innovativi e soprattutto il contesto di problematiche di salute che implicano, è dovuto in primo luogo a questa politica di marginalizzazione che ha tenuto lontano il medico dalla prescrizione e il farmacista dalla distribuzione di tali farmaci ». La farmacia non dev’essere associata alla sola distribuzione del farmaco perché centrale è l’aderenza alla terapia e la presa incarico del paziente.

Da tutti è stata accolta favorevolmente l’idea lanciata da Nello Martini di una presa in carico del paziente cronico da parte delle farmacie territoriali.