L’appello che parte dal convegno organizzato sabato 15 aprile a Bologna da Assofarm Emilia Romagna è quello di ridurre gradualmente la distribuzione diretta a favore della Dpc e della convenzionata e concentrare gli sforzi sulla medication review, perché rappresenta non solo il futuro della farmacia, ma anche una forma sostenibile del servizio sanitario di domani.

Nel corso del convengo la ricercatrice Annalisa Campana ha illustrato i risultati della ricerca “La spesa farmaceutica a carico del Ssn. Comparazione tra accordi regionali e modalità di distribuzione” elaborata dalla Studio Antares. Confrontando gli accordi regionali            , sono emerse 21 realtà sanitarie molto differenziate; tra gli elementi di diversità c’è in particolare il compenso per la remunerazione della DPC. Ciò accentua le diversità di trattamento tra i cittadini che dovrebbero avere uguale diritto alla salute: in termini di spesa convenzionata pro capite, l’Emilia Romagna, tra le regioni italiane più virtuose, vede una maggiore difficoltà per la sostenibilità delle farmacie che registrano una quota di mortalità al di sopra della media nazionale.

È emersa, inoltre, la necessità di un nuovo modello di remunerazione del farmacista per dare prospettiva e futuro economico alle farmacie territoriali: le farmacie dovrebbero produrre salute, non limitandosi a dare consigli, ma sperimentando forme di presa in carico di pazienti cronici complessi in una rete integrata con le Case della Salute. Un percorso, questo, auspicato dal presidente di Assofarm e presidente Unione Europea delle Farmacie sociali Venanzio Gizzi.